PRP nel cane: cosa si sa sull’impiego nell’artrosi e nei disturbi ortopedici?
Il plasma ricco di piastrine viene studiato in ortopedia veterinaria come procedura complementare. I dati disponibili indicano possibili benefici in alcuni cani, ma non giustificano promesse generali di guarigione.
Illustrazione semplificata, non in scala e non utilizzabile come protocollo operativo.
Il dolore nel cane può avere cause diverse
Zoppia, riluttanza al movimento o difficoltà ad alzarsi possono dipendere da artrosi, lesioni articolari, patologie di tendini o legamenti o da altre alterazioni ortopediche. Prima di ogni trattamento è quindi necessaria una diagnosi veterinaria.
Accanto a farmaci, fisioterapia, controllo del peso e chirurgia viene utilizzato anche il plasma ricco di piastrine, o PRP. Non è un trattamento standard autonomo per ogni tipo di dolore, ma una possibile misura complementare in casi selezionati.
Che cos’è il plasma ricco di piastrine?
Dopo il prelievo, i componenti del sangue vengono separati mediante centrifugazione. Si ottiene una frazione plasmatica con una concentrazione piastrinica superiore a quella del sangue di partenza. Le piastrine contengono mediatori coinvolti nei processi infiammatori e riparativi.
In quali condizioni viene studiato il PRP nel cane?
La maggior parte della ricerca riguarda le patologie dell’apparato locomotore. Ogni possibile beneficio deve comunque essere valutato separatamente per la singola indicazione.
Artrosi e disturbi articolari
Alcuni studi riferiscono variazioni del dolore, della zoppia o del carico sull’arto interessato. Non è dimostrato che il PRP arresti l’artrosi o ripristini in modo affidabile una cartilagine già danneggiata.
Lesioni di tendini e legamenti
Sono state studiate, tra l’altro, lesioni del tendine d’Achille e terapie nel contesto delle patologie del legamento crociato. Il numero ridotto di casi e i trattamenti combinati rendono difficile attribuire chiaramente gli effetti al PRP.
Supporto alla chirurgia ortopedica
Il PRP è stato utilizzato anche durante alcuni interventi ossei e articolari. Un’attività biologica osservata non equivale automaticamente a un beneficio funzionale duraturo.
Che cosa si può affermare oggi con prudenza?
La ricerca non offre una risposta semplice. Molti studi sono piccoli, impiegano preparazioni diverse e valutano gli esiti con metodi differenti.
Come può svolgersi una procedura PRP nel cane?
Il percorso preciso dipende dalla diagnosi, dalla regione anatomica, dal sistema di preparazione e dal protocollo veterinario. Non esiste un metodo universale.
Diagnosi
Esame clinico e, in base ai reperti, ulteriori accertamenti come diagnostica per immagini o analisi dell’andatura.
Prelievo di sangue
Prelievo di un volume definito di sangue nel rispetto del protocollo di preparazione scelto.
Preparazione
Centrifugazione e raccolta della frazione plasmatica prevista in condizioni controllate e igieniche.
Somministrazione
In base all’indicazione, applicazione in un’articolazione, vicino a un tendine o in una zona chirurgica. Può essere necessario il supporto dell’imaging.
Controlli successivi
Indicazioni personalizzate su carico, movimento, analgesia e fisioterapia.
Provette e centrifughe non sono liberamente intercambiabili
Le caratteristiche di una preparazione PRP non dipendono solo da una provetta o da una centrifuga. Sono rilevanti il protocollo completo, il raggio del rotore, la forza centrifuga relativa, la durata, il volume iniziale e la destinazione d’uso del prodotto.

Provette PRP
Le provette PRP differiscono per materiale, additivi, sistema di separazione e protocollo previsto. La scelta non deve basarsi solo sul volume di riempimento.
Vedi le provette PRP
Hettich EBA 200 MD
Una centrifuga compatta per uso professionale. Sono decisive la compatibilità con il sistema di provette selezionato e la corretta applicazione del protocollo RCF indicato.
Vedi Hettich EBA 200 MDQuali rischi e limiti devono essere considerati?
Poiché il PRP autologo viene preparato dal sangue del cane trattato, l’intolleranza a materiale da donatore non rappresenta il rischio principale. La procedura non è comunque priva di rischi.
Possibili reazioni temporanee
Dopo l’iniezione possono comparire dolore, irritazione locale o un aumento transitorio della zoppia. Durata e intensità variano da animale ad animale.
Rischi generali della procedura
Si aggiungono i rischi del prelievo di sangue, dell’iniezione articolare e, se necessaria, della sedazione. Una tecnica asettica insufficiente può causare un’infezione.
- Le patologie preesistenti e i farmaci in corso devono essere valutati in anticipo.
- Il PRP non stabilizza meccanicamente un’articolazione instabile.
- Il PRP non sostituisce la diagnostica necessaria né una gestione completa dell’artrosi.
PRP nel cane: risposte brevi
Il PRP può guarire l’artrosi nel cane?
No. L’artrosi è una patologia articolare cronica. Il PRP viene studiato per il possibile effetto su sintomi e funzione. Non è clinicamente dimostrato il ripristino affidabile di un’articolazione già danneggiata.
Quanto rapidamente può comparire un cambiamento?
Non è possibile prevederlo in modo affidabile. Tempi, intensità e durata delle possibili variazioni differiscono notevolmente tra cani e studi.
È sufficiente una sola iniezione?
Vengono impiegati sia protocolli con una sola applicazione sia protocolli multipli. Non esiste attualmente uno standard generalmente riconosciuto per numero e intervallo delle applicazioni.
Il PRP può sostituire la chirurgia del legamento crociato?
Il PRP non stabilizza meccanicamente un ginocchio instabile. La necessità di un intervento dipende dai reperti, dalla stabilità articolare e da altri fattori individuali.
Il PRP è adatto a ogni cane?
No. Diagnosi, condizioni generali e obiettivo terapeutico sono determinanti. Per alcune patologie possono essere più appropriati altri trattamenti conservativi o chirurgici.
Un possibile supporto, ma non un sostituto dimostrato delle procedure consolidate
Il PRP è una procedura biologica utilizzata in ortopedia veterinaria e tuttora oggetto di studio. Le ricerche disponibili indicano possibili benefici sintomatici in alcuni cani. Campioni ridotti, metodi di preparazione diversi e limiti metodologici riducono però la solidità delle conclusioni.
Non dovrebbe quindi essere utilizzato con l’aspettativa di ricostruire cartilagine danneggiata o arrestare in modo affidabile un’artrosi progressiva. Dopo valutazione veterinaria, può essere considerato come misura complementare all’interno di un piano terapeutico più ampio.
Riferimenti citati nell’articolo originale
- Effetto del plasma ricco di piastrine sulla guarigione ossea in cani sottoposti a osteotomia tibiale alta.
- Plasma ricco di piastrine in un modello animale di osso lungo: analisi delle conoscenze scientifiche di base.
- Medicina rigenerativa nelle patologie muscoloscheletriche del cavallo. I risultati della medicina equina non sono automaticamente trasferibili al cane.